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Arte e Cultura
 S.
Benedetto del Tronto è una città che fonda sul mare gran parte della
sua cultura, ma è anche una città che guarda al futuro aprendosi
alle migliori tendenze dell'arte contemporanea. Il risultato di questo
connubio è una città ricca di testimonianze artistiche e culturali
che spaziano dalla pittura alla scultura, dall'architettura alle
collezioni librarie.
La
tradizione e la memoria storica sono custodite da importanti
istituzioni come il Museo ittico (affascinante e ricchissima
esposizione di pesci, crostacei, conchiglie, fossili, riproduzioni di
fondali marini, acquari) e il Museo delle Anfore (imponente
collezione di reperti recuperati dai fondali marini di tutti i mari
del mondo dai pescatori sambenedettesi). Il restaurato Palazzo
Piacentini, al Paese alto (nella foto), sede di mostre
temporanee, si appresta ad accogliere l'archivio storico
municipale.
Va
anche sottolineato lo sforzo compiuto per arricchire la Biblioteca
comunale, ospitata in una modernissima sede nel complesso del
Municipio, di decine di migliaia di volumi e quello per
trasformare la città in sede
universitaria (l'Ateneo di Camerino ha qui i corsi di laurea in
Biologia
e Biologia della Nutrizione mentre
l'Università politecnica delle Marche ha attivato dall'anno
accademico 2004/2005 il Corso di laurea in
Economia, mercati e gestione d'impresa).
Ma questa città guarda al presente e soprattutto al futuro, essendo
riuscita in pochi anni a realizzare un vero e proprio museo all'aria
aperta con opere di prestigiosi artisti contemporanei: nella rinnovata
isola pedonale di viale Moretti, infatti, si susseguono, in un
percorso suggestivo, le fontane di Paolo Consorti e Ugo Nespolo, le
sculture di Salvo, Mark Kostabi ed Enrico Baj. Poco lontano, la passeggiata del
molo sud accoglie le opere ricavate dai massi del porto da artisti
provenienti da ogni parte del mondo che partecipano all'annuale
rassegna di "scultura viva". Senza dimenticare le opere
dedicate alle figure più care alla tradizionale locale realizzate da
valenti artisti locali come Aldo Sergiacomi, Mario Lupo, Cleto
Capponi, Marcello Sgattoni, tutte collocate a poche centinaia di metri
l'una dall'altra.
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