INDICE
0. Premessa
1. La domanda di sport
1.1 La pratica sportiva
(cosa, dove, chi )
1.2 La non pratica (gli
abbandoni, i motivi)
1.3 I valori
1.4 Le esigenze e le
prospettive (le previsioni e gli scenari della pratica sportiva)
1.5 I consumi della
famiglia tra media, shopping e tempo libero
2. L'offerta
2.1 Gli impianti
2.2 L'offerta sportiva
scolastica
2.3 L'offerta dello sport
"organizzato" (punti di forza e criticità)
2.4 La rete degli esercizi
commerciali per lo sport
3. Sport e territorio
3.1 Gli enti locali e lo
sport
3.2 La rete delle
manifestazioni sportive
3.3 L'intreccio sport -
turismo (tour operator, alberghi)
4. L'impatto economico
dello sport nella Regione Marche
4.1 Il quadro generale
4.2 I consumi interni
delle famiglie
4.3 La spesa pubblica
4.4 Gli investimenti
privati
4.5 Sport e occupazione
5. Il quadro di sintesi
5.1 Un approccio di
sintesi: i diamanti dello sport
5.2 Il rating
5.3 Linee guida per un
ruolo della Regione Marche: accompagnamento e sviluppo del sistema sportivo.
Allegati
Cartografia
Rating comunale
PREMESSA
Questo rapporto è il frutto di una ricerca sullo sport
nella Regione Marche svoltasi a cavallo tra il 1999 e il 2000 . Il campo
d’indagine, ampio e dettagliato, ha permesso di rispondere ai principali
quesiti posti all’inizio dell’attività di studio.
·
In
primo luogo focalizzare l’attenzione sulla domanda sportiva,
quantificarla e qualificarla in base alle classi d’età, il sesso e
l’appartenenza territoriale (provincie). Si è poi proceduto con l’analizzare la
vasta area della non pratica, indicarne i motivi e le possibili
contromisure da adottare per limitare il fenomeno (incentivare i non
praticanti, arginare e/o rinviare gli abbandoni e le uscite dal mondo
sportivo). Infine, a completare il filone d’indagine sui consumatori di sport
(attuali e potenziali) si sono approfonditi gli aspetti legati ai valori
sportivi, ai possibili scenari futuri ed ai consumi della
famiglie connessi alla pratica ed alla fruizione di sport.
·
Secondo
punto fondamentale dello studio è consistito nel pesare il livello dell'offerta
sportiva; partendo dalle strutture e dagli impianti, (analizzati, in
questa sezione, soprattutto dal punto di vista quantitativo), si è poi valutato
l'insieme del mondo sportivo organizzato (società sportive, federazioni,
enti di promozione) coniugando sia gli aspetti quantitativi che le esigenze e
le prospettive indicate dal panel di osservazione. L'ultimo punto di questa
sezione di lavoro ha riguardato un campione di esercizi commerciali per lo
sport al fine di individuare, da un angolo di visuale privilegiato, stili
di consumo e tendenze legate al mondo sportivo.
·
Nel
terzo filone d'indagine si sono cercate risposte sull'intreccio tra lo sport
e il territorio evidenziandone le relazioni sia dal punto di vista della gestione
degli Enti Locali sia da quello sulle attività (le manifestazioni) e
i risvolti sul turismo.
·
Il
quarto punto è probabilmente il più innovativo rispetto alla tradizionale
letteratura di studi sullo sport ed ha riguardato l'analisi dell'economia
legata allo sport nella regione. Nei cinque paragrafi che compongono questa
sezione sono stati evidenziate tre voci di spesa (famiglie, P.A., investimenti
privati) e due quadri riassuntivi (uno d'insieme ed uno sulle relazioni tra
sport e occupazione).
·
Nel
quinto ed ultimo capitolo si sono infine tratti due principali elementi
riassuntivi: il primo ha riguardato l'utilizzo di strumenti di sintesi
(rating, diamanti) capaci, in una chiave sinottica, di fotografare alcuni dei
fenomeni che concorrono a qualificare lo sport; nel secondo, le linee guida,
sono state indicate alcune delle strategie possibili in modo da fare evolvere i
punti di forza già esistenti nella regione Marche e correggere il tiro sulle
aree di debolezza di modo che lo sport possa, sempre di più, assumere un
ruolo di risorsa e leva per lo sviluppo del territorio.
1 - La domanda
1.1
-
La pratica sportiva (cosa, dove, chi)
·
Il
tasso di pratica sportiva della Regione si attesta al 29,4% con una discreta
omogeneità a livello provinciale. Solo nella provincia di Macerata la percentuale
dei praticanti scende più sensibilmente sotto la media regionale.
·
In sintesi,
quindi, 1 marchigiano su 3 pratica sport in modo più o meno continuo. Esiste
poi un'ampia fascia della popolazione, stimabile tra il 10% e il 12%, che
pratica saltuariamente un'attività fisica (attività all'aperto in spazi non
strutturati, attività stagionali, etc.).
·
La
presenza maschile tra i praticanti sporti tra i praticanti sportivi è ancora
superiore a quella femminile (in ragione di 3 a 2) ma alcune discipline vanno
caratterizzandosi "al femminile" ed anche in valore assoluto
l'apporto delle donne al primo sport praticato in regione, la ginnastica, è
determinante (45 mila donne praticano la ginnastica contro i 43 mila maschi che
praticano calcio).
·
L'età
d'ingresso nel mondo dello sport non indica particolari differenze tra i due
sessi che già nel primo anno scolare hanno partecipazioni ad attività sportive
extrascolastiche superiori al 50%. Anche l'inizio della flessione del tasso di
pratica sportiva coincide tra maschi e femmine nel 15° anno di età.
·
In
mezzo, tra i 7 e i 15 anni, l'andamento della pratica femminile è più costante
di quella maschile.
·
Le
donne, in generale, dimostrano anche una maggiore propensione alla
polisportività: 13 su 100 dichiarano di voler aggiungere un'altra attività
sportiva a quella attualmente praticata mentre tra i maschi la percentuale si
ferma al 10%.
·
Passando
all'analisi delle discipline maggiormente praticate, tra le donne la gerarchia
dei primi 5 sport è: ginnastica, nuoto, pallavolo, danza, sci; per gli uomini,
sempre riferendosi ai primi 5 sport invece è: calcio, nuoto, basket,
ginnastica, sci (tab 1.1.1 e tab 1.1.2).
·
Per
quanto riguarda la pratica femminile si possono rilevare due elementi di
riflessione: la maggior concentrazione nella scelta delle discipline (l'86,0%
della pratica è condensata nei primi 10 sport mentre tra gli uomini scende al
72,0%) e, secondo elemento, la partecipazione al calcio, decima attività per
pratica.
·
Tra
i maschi i livelli di partecipazione rientrano nella media nazionale con il
calcio che stacca notevolmente le altre discipline (in ragione di 4 a 1 con il
nuoto, secondo sport per pratica).
Tab 1.1.1 - Primi 5
sport praticati dalle femmine
(val% sul totale
praticanti femmine)
|
Ginnastica/aerobica |
38,7 |
|
Nuoto |
12,1 |
|
Pallavolo |
10,2 |
|
Danza |
8,0 |
|
Sci alpino |
4,1 |
Fonte: Censis Servizi,
1999
Tab 1.1.2 - Primi 5
sport praticati dai maschi
(val% sul totale
praticanti maschi)
|
Calcio |
24,8 |
|
Nuoto |
7,2 |
|
Basket |
7,1 |
|
Ginnastica/aerobica |
5,4 |
|
Sci alpino |
5,3 |
Fonte: Censis Servizi,
1999
·
La
partecipazione ad associazioni sportive è da considerarsi particolarmente elevata;
tra i praticanti il 46,0% è iscritto a qualche associazione sportiva, nello
specifico degli sport praticati: calcio, basket, pallavolo e ciclismo hanno
percentuali di iscritti superiori alla media; bassa invece tra i praticanti di
sci, body building, ginnastica e nuoto.
·
Un praticante su quattro deve uscire dal
proprio comune di residenza per poter svolgere la propria attività sportiva. Se
il tasso di "pendolarismo sportivo" è logicamente alto per la pratica
di sci e ciclismo vanno invece segnalati con attenzione i casi del nuoto e
della danza con tassi superiori alla media regionale.
·
Il
pendolarismo trova però un suo giusto contrappunto nel tempo impiegato per
raggiungere il luogo di pratica che in media non supera i 15 minuti; il 14,0%
dei praticanti "scende" sotto i 10 minuti di percorrenza recandosi
addirittura a piedi alla struttura sportiva di riferimento.
·
L'attività
sportiva per chi pratica è "spalmata" in modo piuttosto omogeneo tra
il lunedì e il venerdì mentre cala vistosamente il sabato e la domenica
riducendosi di circa la metà. Anche in questo caso, come nel pendolarismo,
esistono significative differenze a seconda dell'attività praticata. Se la
flessione "da fine settimana" è
contenuta per sport come il calcio e il tennis, è netta per le attività
da palestra come la danza, la ginnastica e il body building mentre sport come
ciclismo e sci toccano i massimi di partecipazione proprio nel week-end.
·
La
fascia oraria più "affollata" è logicamente quella serale ma alcune
differenze in base alla condizione professionale indicano una diversa fruizione
degli spazi di attività e delle modalità di pratica: tra le casalinghe la
fascia oraria 9 - 13 è la più "affollata" mentre tra i commercianti e
gli artigiani una percentuale di pratica significativa si ha, oltre che la
sera, anche la mattina (9 - 13) ed il primo pomeriggio (14 - 17).
·
La
lettura di questi dati deve però completarsi con quella sulle esigenze degli
"utenti" per un diverso utilizzo e una diversa disponibilità oraria
degli impianti: dirigenti, liberi professionisti ed operai infatti chiedono,
con percentuali sopra la media che si possano stabilire diversi tempi di
utilizzo degli impianti per favorire la pratica sportiva.
·
In
complesso il quadro della pratica sportiva nella regione è da considerarsi
positivo anche alla luce dei giudizi resi sulle strutture e gli impianti
presenti sul territorio (tab 1.1.3).
Tab 1.1.3 - Giudizio
sulle strutture sportive presenti nel comune di residenza (val.%)
|
Per quantità |
|
Per qualità |
|
|
Insufficienti |
32,7 |
|
|
Adeguate |
44,1 |
|
|
Eccellenti |
5,1 |
|
|
non indica |
18,1 |
|
|
Totale |
100,0 |
Fonte: Censis Servizi, 1999
Il giudizio sulla numerosità degli impianti,
quindi sul sistema d'offerta nel suo complesso, è senz'altro positivo: il 45,0%
degli intervistati si esprime in tal senso contro il 41,0% che li considera
insufficienti. Tra i praticanti sportivi la percentuale di giudizi positivi
aumenta fino al 50,0%. Ancora più favorevole è il parere degli intervistati
sulla qualità degli impianti: solo il 32,0% li giudica inadeguati contro il
50,0% dei soddisfatti. Anche in questo caso gli utenti reali fanno incrementare
il giudizio positivo portandolo al 57,0%. Tra le diverse discipline si
registrano pareri favorevoli sulla qualità degli impianti per i praticanti di
pallavolo e body building (oltre il 60,0%) mentre di segno negativo è il
giudizio sulle strutture tra i "ciclisti" (53,0%). Anche per la
"qualità" i giudizi più positivi si hanno tra i praticanti di
pallavolo, ginnastica, basket e calcio mentre giudizi più critici provengono
dai praticanti di tennis, sci e ciclismo.
1.2
-
La non pratica (gli abbandoni, i motivi)
·
La
condizione di non praticante - non sportivo riguarda 7 intervistati su 10. Di
questi circa la metà (il 48,0%) sono da considerarsi ex sportivi mentre il
restante 52,0% appartiene al mondo dei non praticanti assoluti, coloro cioè,
che non si sono mai avvicinati al mondo dello sport e dell'attività fisica.
·
In
particolare un terzo della popolazione regionale tra i 6 e i 64 anni è uscita
dal mondo dello sport per differenti motivazioni a seconda della classe
anagrafica e del sesso. La scelta di uno sport probabilmente poco adatto alle
attitudini dei soggetti è la causa principale dell'abbandono dello sport
(trasversale tra le classi di età e sesso), ma è da considerarsi un fattore
preponderante soprattutto tra i più giovani (6 - 14 anni) di sesso maschile. Con
il procedere dell'età si conferma una fascia critica quella tra i 15 e i 24
anni dove le quote più rilevanti di impegni si studio sono alla base delle
uscite dal mondo dello sport (in modo più marcato per le femmine). Un altro
elemento di esodo dalla pratica sportiva è da individuarsi nella concorrenza di
altre forme di intrattenimento e di svago mentre bassissima è l'incidenza di
fattori economici (tab 1.2.1).
Tab 1.2.1 - Primi 5
motivi di abbandono della pratica sportiva
(val% sul totale degli
ex sportivi)
|
Non avevo più voglia di fare quello sport |
38,6 |
|
Mi sono impegnato in altre attività
culturali e formative |
9,8 |
|
Avevo problemi fisici |
9,5 |
|
Non era uno sport adatto a me |
9,4 |
|
Non avevo più tempo per gli impegni
scolastici |
9,3 |
Fonte:
Censis Servizi, 1999
·
Calcio tra gli
uomini, ginnastica pallavolo e nuoto tra le donne, gli sport più colpiti dal
fenomeno degli abbandoni; più omogenei per uscita di maschi e femmine, tennis, basket
e atletica. Il nuoto registra la più alta percentuale di abbandoni tra giovani
(6 - 14 anni) confermandosi sport attraente ma ostico, mentre dai 25 anni in su
il calcio è lo sport che ha perso più praticanti dove è però evidente
l'esistenza di una relazione diretta tra la popolazione più adulta e la pratica
di sport più tradizionali.
·
Passando
ai non praticanti assoluti, essi si dividono a loro volta in due grandi gruppi:
a)