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Il bambino libero di muoversi a suo
piacimento fino all’età scolare, compatibilmente al luogo in cui
vive ed alle possibilità familiari, di fatto si trasforma in un
sedentario a tempo pieno, appena comincia a frequentare la scuola
elementare. Per lunghe ore starà seduto nei banchi e come se questo
non bastasse, continuerà a stare seduto anche a casa per fare i
compiti, intrattenersi con i giochi elettronici, guardare la
televisione ecc.
L’età di avviamento dei bambini
alla pratica sportiva trova ancora studiosi e ricercatori preoccupati
non solo nel definirla, ma anche e soprattutto nel voler indicare i
rischi dell’«agonismo precoce», senza forse tenere nel giusto
conto i più sicuri danni del «sedentarismo precoce».
In passato una civiltà
prevalentemente contadina imponeva un ritmo di vita in cui il «movimento»
era ancora protagonista. La crescente diffusione del benessere
economico, della meccanizzazione, la vita in città sono le cause
storiche e sociali, ormai universalmente riconosciute, di quella
sindrome da mancato o insufficiente esercizio, che già Kraus e Raab
nel 1961 affidarono alla cultura mondiale col termine di «malattia
ipocinetica». Questa sindrome è caratterizzata dall’interessamento
di uno o più dei grandi apparati, fino all’instaurarsi di quei
quadri che, nei ragazzi, vanno sotto il nome di «paramorfismi
dell’età evolutiva».
Questi quadri paramorfici hanno in
comune l’etiologia e la patogenesi, vale a dire rispettivamente l’ipotonia
muscolare ed il «non usu» dei vari organi ed apparati.
L’incapacità da parte
dell’apparato cardiocircolatorio di rispondere in maniera adeguata
ad uno sforzo, anche di lieve intensità e limitato nel tempo, è un
quadro paramorfico di facile riscontro nei giovani, unitamente a
modesti valori dei volumi polmonari sia statici che dinamici, con una
minore efficienza ventilatoria.
Ma non si possono trascurare, fra i
paramorfismi dell’età evolutiva, tutte quelle situazioni
psicologiche che caratterizzano il «bambino difficile», quello la
cui socialità risente di fattori ambientali negativi, quello che ha
un apprendimento motorio meno vivace della media, quel bambino insomma
che, inserito in un gruppo di coetanei praticanti attività fisica
organizzata, trarrebbe beneficio dal ricevere un infinità di stimoli
educativi sia dal punto di vista motorio che comportamentale.
Per ultimo, consideriamo fra i
quadri paramorfici il frequente riscontro di sovrappeso corporeo.
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