Un sapore di ruggine e ossa

La locandina del film

La locandina del film

 
dove
Teatro comunale Concordia
 
quando
martedì 11 dicembre 2012 ore 17 e ore 21.30
 
telefono
0735/658641
 
a cura di

Cineforum S.B.T. Buster Keaton

 
 
 
 
 
 
 

Nel nord della Francia, Alì si ritrova improvvisamente sulle spalle Sam, il figlio di cinque anni che conosce appena. Senza un tetto né un soldo, i due trovano accoglienza a sud, ad Antibes, in casa della sorella di Alì. Tutto sembra andare subito meglio. Il giovane padre trova un lavoro come buttafuori in una discoteca e, una sera, conosce Stephane, bella e sicura, animatrice di uno spettacolo di orche marine. Una tragedia, però, rovescia presto la loro condizione.

 

 

 

Era una sorta di brechtiano Mackie Messer in versione franco-maghrebina, il Malik El Djebena di "Il profeta". In quel bel film del 2009, Jacques Audiard seguiva passo per passo la caparbia scalata di un piccolo criminale verso il successo, dalla durissima formazione in galera fino al ritorno trionfale alla libertà, nella certezza che il successo, appunto, basti a giustificare se stesso, e che esenti da ogni responsabilità. Densa d'orrore materiale prima ancora che psicologico, la narrazione era come svuotata di qualunque punto di vista morale, a parte quello di un sarcasmo tanto feroce quanto bene occultato sotto un'apparente neutralità di giudizio. Dichiarato e quasi tenero è invece il coinvolgimento del regista francese e del suo cosceneggiatore Thomas Bidegain nell'Alain detto Alì (Matthias Schoenaerts) e nella Stephanie (Marion Cotillard) di "Un sapore di ruggine e ossa" ("De ruille et d'os", Francia e Belgio, 2012). Costruito intrecciando liberamente i racconti di "Rust and Bone", del canadese Craig Davidson, il film inizia con una discesa e anzi con una fuga dal Belgio giù fino ad Antibes, nel Sud della Francia, dell'ancora ventenne Alain, detto Alì. Segnato da più d'un fallimento umano, con sé Alì porta Sam (Armand Verdure), il figlio di cinque anni cui deve provvedere da solo. L'uomo conosce poi la bella e decisa Stephanie, che per un incidente ben presto perderà le gambe, fino alle ginocchia. Stephanie, dunque, è bloccata su una sedia a rotelle, piena di rabbia e di risentimento. Alì sbarca il lunario combattendo in incontri clandestini di una savate (o kick boxing) molto selvaggia. Intanto Sam è lasciato sempre più a se stesso. Basterebbe poco, per fare del film una raccolta esemplare e insopportabile di miserie umane, magari con l'aggravante di una sequela patetica di buoni sentimenti. E invece la sceneggiatura e la regia preferiscono osservare i loro personaggi con una simpatia trattenuta e rispettosa, raccontando come la vitalità immediata e molto carnale di Alì riesca a vincere le angosce di Stephanie, e come la saggezza sentimentale di Stephanie finisca per addolcire e rieducare l'analfabetismo emotivo di Alì. Se "Il profeta" era una descrizione impietosa (e realistica) delle regole "criminali" che danno forma e ideali alla nostra epoca di "vincenti" e irresponsabili Mackie Messer, in galera quanto fuori, "Un sapore di ruggine e d'ossa" è una piccola, inaspettata (e forse ottimistica) apertura alla speranza. (da L'Espresso)

 

 

Ingresso riservato ai soci  con Tessera F.I.C. 2012/2013 (€ 7,00); ridotta studenti (€ 3,50); over 65 (omaggio)

Ingresso proiezione € 4,50; over 65 alle ore 17.00 omaggio