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La struttura del Centro Giovani

 
 

Il fabbricato oggetto della ristrutturazione fu acquisito al patrimonio comunale con la compravendita dell'area del campo Europa (ora Merlini) e della antistante pineta di proprietà della famiglia Costantini Brancadoro, avvenuta intorno al 1965.

L'edificio si compone di due piani fuori terra della superficie complessiva di mq. 250 circa: la tipologia della struttura è quella tipica delle costruzioni rurali della zona, con un in piano terra destinato presumibilmente a stalla ed un primo piano adibito ad abitazione collegati da una scalinata esterna con loggia aperta.

L'intervento ultimato, che costituisce il completamento di un primo progetto di ristrutturazione iniziato intorno alla metà degli anni '80, è stato affidato all'arch. Elio Rocco. Il primo stralcio aveva interessato esclusivamente la parte strutturale dell'edificio con l'abbattimento delle partizioni interne, il consolidamento delle fondazioni ed il rifacimento dei solai di primo piano e di copertura.

I lavori di riqualificazione, progettati dallo stesso tecnico, hanno interessato le opere di finitura interne ed esterne, la realizzazione dei servizi igienici, la sostituzione degli infissi, la realizzazione degli impianti termico, idrico ed elettrico, la sistemazione di parte degli spazi esterni e degli accessi alla struttura.

 

Il 4 maggio del 2014 il Centro Giovani è stato intitolato a Giacomo Antonini, giovane artista e animatore della vita giovanile sambenedettese, referente indiscusso del servizio comunale ubicato nella ex casa colonica di via Tedeschi, scomparso un anno prima.

 
 
L'ex casa colonica che ospita il CentroGiovani "Giacomo Antonini"
L'ex casa colonica che ospita il CentroGiovani "Giacomo Antonini"
 
L'ex casa colonica che ospita il CentroGiovani "Giacomo Antonini"
L'ex casa colonica che ospita il CentroGiovani "Giacomo Antonini"