Commemorati i bombardamenti del 27 novembre 1943 e l'ospitalità che Acquaviva garantì ai sambenedettesi

 
Apposizione targa ad Acquaviva Picena
Apposizione targa ad Acquaviva Picena
«Grazie a nome di tutti i sambenedettesi, vivi e morti»: così lo storico Gabriele Cavezzi, al termine degli interventi che hanno accompagnato la piccola "inaugurazione" della targa apposta sulla facciata della istituto comprensivo (scuola elementare e media) di Acquaviva Picena, con cui la città di San Benedetto ha inteso esprimere riconoscenza per l'ospitalità che circa 4.200 persone ricevettero proprio nelle campagne, nelle case e soprattutto nella scuola in collina, dopo i bombardamenti del 27 novembre 1943, i più gravi che gli alleati e la guerra stessa riversarono sulla città.
La targa è stata scoperta questa mattina alle 11, alla presenza di tre classi elementari, del sindaco di Acquaviva Infriccioli, del vicesindaco di San Benedetto Di Francesco, degli storici Cavezzi e Merlini, della preside della scuola Giorgi, della presidente del Circolo dei Sambenedettesi Trevisani, del presidente dell'associazione Sponsalia Gaetani, del presidente della Proloco di Acquaviva Ioannone. Il marmo porta incisa questa frase: "I Sambenedettesi, in fuga dai bombardamenti, riconoscenti nei confronti di Acquaviva Picena che li accolse fraternamente 27 novembre 1943 - 27 novembre 2008. La città di San Benedetto del Tronto".
Dopo i saluti dei due amministratori e della preside, che hanno sottolineato l'importanza della storia concreta, fatta non solo di grandi eventi, ma anche di una miriade di episodi capitati nei luoghi frequentati ancora oggi tutti i giorni, Cavezzi ha catturato ancor più l'attenzione dei ragazzi, raccontando i fatti del 27 novembre 1943, come testimone oculare, oltre che come storico e ricercatore. I ragazzi hanno "ricambiato" eseguendo alcuni brani musicali con il flauto, a cominciare dall'inno nazionale.