Demanio marittimo

 
 
 
 
 
 
 

Descrizione

 

Secondo quanto sancito dall'art. 28 del codice della navigazione fanno parte del demanio marittimo:

a. il lido, la spiaggia, i porti, le rade;

b. le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare;

c. i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

Semplificando al massimo e fatti salvi i casi particolari, possiamo dire che l'ambito di competenza dell'ufficio demanio marittimo consiste in quella porzione di territorio che si sviluppa parallelamente al mare: di larga massima, quindi, la spiaggia e le proprie adiacenze.

Soffermandoci alla nostra realtà locale, le concessioni complessivamente in essere nel corso del 2010 nel Comune di San Benedetto del Tronto sono 154 per un totale di 495.666,00 mq in concessione e sonodislocate lungo i ben 8.206 metri lineari di costa, oltre che nelle vicinanze dell'area portuale.

A titolo informativo, in aderenza a quanto previsto dall'art. 59 D.P.R. n. 616/77 e dall'art. 105 del D. Lgs. n. 112/98,la Capitaneriadi Porto sta trasferendo per competenza numerose pratiche relative ad aree e manufatti siti vicino all'area portuale, ma che esulano dalle funzioni residuate in capo alla Capitaneria stessa; a novembre 2011 è passata alla gestione del Comune la gelateria-ristorante Jonathan, sita in Viale dei Tamerici, mentre a Maggio 2012 ci sono state trasferite altre cinque pratiche: il locale "Le terrazze" e annessa discoteca Atlantide (attualmente in ristrutturazione), la sede dello I.A.L. - C.I.S.L. (dove si svolgono attività di formazione professionale), la c.d. "ex casa del pescatore" (locali e giardino con finalità socio - ricreative siti in Viale Marinai d'Italia), il bar - ristorante "Pala a prora" e la sede sociale dell'A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d'Italia), questi ultimi entrambi con ingresso in Viale Marinai d'Italia.

La stragrande maggioranza delle concessioni sono stabilimenti balneari, ma parecchie sono quelle relative ad attività commerciali e di vario tipo, svolte sul nostro lungomare, come edicole, ristoranti, trampolini elastici, area rimessaggio natanti, acquascivolo, insegne e planches pubblicitarie. Esistono, inoltre, alcune concessioni destinate al mantenimento di cavidotti per l'energia elettrica, di condotti fognanti o di tubature per impianti idrici e per altri servizi di pubblica utilità. Sono oggetto di concessione demaniale marittima anche le due aree tradizionalmente note alla popolazione come "Ex Camping" ed "Ex Galoppatoio": la prima ubicata in Viale Guglielmo Marconi più o meno al centro del lungomare cittadino, la seconda all'interno del curvone che, sempre sulla medesima arteria, congiunge Viale delle Tamerici con Via T. Pasqualini. Nel corso degli anni è passata al Comune anche la competenza al rilascio di alcune Licenze demaniali riguardanti aree portuali ed a giugno 2010 è stata rilasciata dal Servizio Demanio Marittimola Licenzademaniale relativa alla sede del Circolo Nautico (con annesso ristorante), situata sul moletto parasabbia Tiziano.

Per quanto riguarda la realtà nazionale, a seguito di un complesso iter normativo, la funzione di gestire i beni appartenenti al demanio marittimo, salve alcune eccezioni, è stata dapprima conferita dallo Stato alle Regioni (art. 59 del D.P.R. n. 616/1977 e art. 105 del D. Lgs. n. 112/1998) e poi, in un secondo momento, da queste, con proprie leggi, delegata ai Comuni costieri per assicurare una gestione più "vicina ed attenta" alle molteplici problematiche del settore, in ottemperanza al principio di sussidiarietà verticale (per quanto riguarda le Marche, si veda, in particolare, l'art. 31 della L.R. n. 10/1999 e il DPCM del 22 dicembre 2000).

Le aree non riconducibili alla seppur semplificata descrizione sopra riportata, sono ancora gestite direttamente dallo Stato per il tramite della propria specifica articolazione periferica, costituita dal Corpo delle Capitanerie di Porto (per esempio, l'ambito portuale, salve le eccezioni accennate sopra), il quale ha mantenuto ogni competenza, tra l'altro, in merito alla sicurezza nella navigazione e nella balneazione.

Tanto premesso, le istanze relative all'utilizzo o semplice occupazione di aree demaniali marittime vanno inoltrate:

- al Comune di San Benedetto del Tronto - Ufficio Demanio Marittimo, per le aree che non ricadano negli ambiti portuali (fermo restando le eccezioni appena viste) o in quelle dichiarate di interesse nazionale (come da specifica individuazione normativa), quando l'utilizzazione prevista abbia finalità diversa da quella di approvvigionamento di energia;

- Alla Capitaneria di Porto, negli altri casi.

E' bene chiarire che, almeno allo stato attuale, i beni appartenenti al demanio marittimo restano ascrivibili al patrimonio dello Stato, il quale, infatti, incamera integralmente i canoni demaniali pagati da ogni concessionario; alle Regioni spettano i proventi dell'imposta regionale (pari al 10% del canone demaniale, ai sensi dell'art. 30, comma 2 della Legge Reg.le n° 19 del 27/12/2007), mentre ai Comuni competono solo i diritti di segreteria per il rilascio di titoli concessori o autorizzatori. 

In questi ultimi anni e, ancor più, negli ultimi mesi, l'intero settore versa in uno stato di fremente attesa, in considerazione della riforma complessiva della materia che lo Stato italiano pare ormai costretto ad operare quanto prima; la riforma dovrebbe riguardare, in linea di massima, due aspetti fondamentali: quello del meccanismo dei rinnovi delle licenze e quello della proprietà dei beni demaniali e della stessa potestà legislativa sulla gestione del demanio.

Sotto il primo profilo, la Commissione Europea, nel maggio 2010 ha avviato nei confronti del nostro Paese una seconda procedura di infrazione, in quanto ritiene, tra l'altro, che il sistema dei rinnovi con diritto di precedenza e preferenza (in gergo detto "diritto di insistenza") in capo al concessionario che ne faccia semplice tempestiva richiesta, sia lesivo dei principi comunitari di concorrenza, di libertà di stabilimento e di sviluppo delle attività imprenditoriali. Con l'avvio della seconda procedura di infrazione, per di più, la Comunità Europea  ha dimostrato di non ritenere sufficienti le modifiche operate di recente dall'Italia con l'approvazione della legge 26 febbraio 2010 n. 25 (di conversione del c.d. decreto milleproroghe), che ha, da un lato, abrogato il diritto di insistenza e, dall'altro lato, ha prorogato automaticamente al 31/12/2015 la durata delle concessioni demaniali aventi finalità turistico-ricreativa che siano in essere alla data del 31/12/2009 e che scadano entro il 31/12/2015. E' da rilevare che una parte della dottrina, al riguardo, invoca l'applicazione del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1 gennaio 2009, che mira, tra l'altro, a salvaguardare le peculiarità locali dei singoli Paesi aderenti all'Unione Europea; si sottolinea, in particolare, l'esigenza di tutelare adeguatamente gli interessi dei concessionari e degli investimenti da loro compiuti nel corso degli anni, che, soprattutto nel nostro Paese, sono spesso di considerevole entità.

Sotto il secondo profilo, l'Italia sta approvando una serie di provvedimenti legislativi (si veda la legge 5 maggio 2009, n. 42 e il conseguente D.Lgs. 28 maggio 2010, n. 85) che, sulla scia dei processi di riforma di stampo federalista che stanno investendo diversi campi, sembrano avere l'intento, da un lato, di trasferire la competenza legislativa in materia di demanio marittimo alle Regioni, seppur nell'ambito di criteri e direttive impartite in modo uniforme dallo Stato, e, dall'altro lato, di far transitare nel patrimonio delle Regioni la stessa proprietà dei beni demaniali (o di parte di essi).

 

L'art. 11 della Legge 15 dicembre 2011 , n. 217 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010), in G.U. n. 1 del 2 gennaio 2012, con il suo primo comma, ha introdotto alcune importanti modifiche alla legge n. 494/1993 (disponibile su questo portale con gli aggiornamenti nella sezione dedicata alla "normativa nazionale di riferimento"), mentre con il comma secondo ha delegato il Governo ad adottare entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (quindi entro la primavera 2013) un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime secondo i principi e criteri direttivi ivi indicati. Gli scopi che la novella normativa persegue sono quelli " (...) di chiudere la procedura di infrazione n. 2008/4908 avviata ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché (...) di rispondere all'esigenza degli operatori del mercato di usufruire di un quadro normativo stabile che, conformemente ai principi comunitari, consenta lo sviluppo e l'innovazione dell'impresa turistico-balneare-ricreativa".

PROROGA AL 31/12/2020: L'articolo 34duodecies del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 ha posticipato al 31 dicembre 2020 il termine per la proroga previsto dall'articolo 1, comma 18, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, per le concessioni aventi finalità turistico-ricreative e per quelle destinate alla nautica da diporto

 

NEWS:   ESTENSIONE DI DURATA AL 31/12/2033

Lo Stato italiano ha introdotto una terza estensione di duratacon termine al 31/12/2033, nonostante la giurisprudenza e parte della dottrina abbiano evidenziato l’antigiuridicità di rinnovi o proroghe generalizzate atte a favorire l’espunto “diritto di insistenza”; i provvedimenti legislativi in questione sono:

- l’art. 1 comma 682 della Legge Finanziaria 2019, n.145 del 30/12/2018, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, in base al quale “Le concessioni disciplinate dal comma 1 dell'articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge hanno una durata, con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge, di anni quindici. Al termine del predetto periodo, le disposizioni adottate con il decreto di cui al comma 677, rappresentano lo strumento per individuare le migliori procedure da adottare per ogni singola gestione del bene demaniali”; tale norma, in definitiva, in attesa che venga portata a compimento la più volte annunciata riforma sistematica della materia, ha previsto un’estensione di durata fino al 31/12/2033 per le concessioni demaniali marittime vigenti al 01/01/2019 ed elencate al comma 1 dell’art.1 della legge 494/1993;

- l’art. 182, comma 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, nel testo risultante dopo la pubblicazione in G.U. della legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che prevede quanto segue:

“(…)  2. Fermo restando quanto disposto nei  riguardi  dei  concessionari dall'articolo 1, commi  682  e  seguenti,  della  legge  30  dicembre 2018,n.145, per le necessità di rilancio del settore turistico e  al fine  di  contenere   i   danni,   diretti   e   indiretti,   causati dall'emergenza  epidemiologica  da   COVID-19,   le   amministrazioni competenti  non  possono  avviare  o   proseguire,   a   carico   dei concessionari che intendono proseguire la propria attività  mediante l'uso  di  beni  del  demanio  marittimo,  lacuale  e   fluviale,   i procedimenti  amministrativi  per  la  devoluzione  delle  opere  non amovibili, di cui all'articolo 49 del codice della  navigazione,  per il rilascio o per l'assegnazione, con procedure di evidenza pubblica, delle aree oggetto di concessione alla  data  di  entrata  in  vigore della legge di conversione del presente decreto. L’utilizzo dei  beni oggetto dei procedimenti amministrativi di cui al periodo  precedente da parte dei concessionari e' confermato verso pagamento  del  canone previsto dall'atto di concessione e impedisce  il  verificarsi  della devoluzione delle opere. Le disposizioni del presente  comma  non  si applicano quando la devoluzione, il rilascio o l'assegnazione a terzi dell'area  sono  stati  disposti  in  ragione  della   revoca   della  concessione oppure della decadenza del titolo per fatto e  colpa  del concessionario (…); scopo della suddetta norma sembra voler dare un ulteriore segnale agli Enti Gestori, tra cui i comuni costieri, circa la necessità di dare pronta applicazione alla normativa sull’estensione di durata in questione, già cogente con l’entrata in vigore della legge finanziaria 2019 ma da molti Enti non ancora attuata in concreto per le evidenti incertezze interpretative delle varie fonti di diritto e per le contrastanti pronunce giurisprudenziali che continuano a moltiplicarsi;

- l’art. 100, comma 1, del Decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia” (GU Serie Generale n.203 del 14-08-2020 - Suppl. Ordinario n. 30), entrato in vigore il 15 agosto 2020 e in attesa di conversione in legge, che ha perfino ulteriormente esteso l’ambito applicativo delle citate norme, prevedendo che “Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 682  e  683,  della legge 30 dicembre 2018, n. 145, si applicano anche  alle  concessioni lacuali e  fluviali,  ivi  comprese  quelle  gestite  dalle  società sportive iscritte al registro Coni di cui al decreto  legislativo  23 luglio 1999 n. 242, nonché alle concessioni per la realizzazione  e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi  i punti d'ormeggio, nonché ai rapporti aventi ad oggetto  la  gestione di strutture turistico  ricreative  in  aree  ricadenti  nel  demanio marittimo  per  effetto  di   provvedimenti   successivi   all'inizio dell'utilizzazione”.

 

Come ancor più dettagliatamente riportato nella Delibera di Giunta Comunale n. 148 del 17/09/2020 e nella Determinazione Dirigenziale Settore Gestione del Territorio ed Attività Produttive n. 1056 del 01/10/2020, pubblicate su questo sito nella sezione “Atti amministrativi” e nella sezione “Amministrazione trasparente”, va evidenziato che:

- nel settore delle concessioni demaniali marittime, le norme succedutesi nel tempo nell’ordinamento giuridico italiano sono state apertamente accusate di distorcere il fenomeno della libera concorrenza ovvero del libero mercato in cui deve essere invece garantito l’accesso indiscriminato all’attività di impresa;

- ne discende che i Comuni, chiamati a gestire scadenze, rinnovi e proroghe delle concessioni demaniali marittime, hanno oggi l’onere di interpretare, valutare ed ovviare alle discrasie normative ed ai contrasti fra le norme eurounitarie  e quelle nazionali, tuttavia ponendo in essere atti coerenti e condotte adempienti agli obblighi di legge;

- sostanzialmente, al di là del dibattito circa l’applicabilità al demanio marittimo della direttiva Bolkestein (cosiddetta  direttiva servizi del 2006, recepita internamente con D.Lgs. n. 59/2009), l’ordinamento italiano non è mai stato estraneo ai principi generali e inderogabili, relativi alla scelta del contraente nei contratti attivi (come quello di specie) mediante l’espletamento di forme di comparazione fra il miglior contraente, la parità di trattamento e la gara pubblica, tanto più in caso di scarsità delle risorse naturali (cfr. art. 3 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440; art 37 Cod. Nav; art. 97 Cost ; art. 18 Reg. Cod. Nav.; D.P.R. n. 328 del 15 febbraio 1952; art. 4 D. Lgs. N. 50/2016; artt. 1 e 12 Legge n. 241/1990);

- in ossequio ai principi comunitari, la più autorevole giurisprudenza nazionale ha ammesso il “diritto di insistenza” nel solo e limitato caso in cui le condizioni offerte dal concessionario uscente siano equipollenti, sul piano della rispondenza all’utilità pubblica, a quelle degli altri aspiranti concessionari, sempre a condizione che il procedimento di estensione temporale sia pubblicizzato adeguatamente in modo da consentire la partecipazione di più operatori economici alla procedura di rinnovo.

Questo Comune, in applicazione delle regole eurounitarie sopra indicate, ha provveduto ai sensi di legge e di regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione, a pubblicare sull’albo pretorio comunale, nei tempi e modi previsti dal medesimo regolamento (art. 18 Regolamento Reg. Cod. Nav.) e, dunque, in base a una modalità di pubblicazione tipicamente adeguata secondo il diritto del mare, apposito avviso ad opponendum, onde verificare se, al di là di un astratto interesse transfrontaliero potenzialmente esistente, per le concessioni demaniali marittime gestite dal Comune di San Benedetto del Tronto, vi fosse un reale interesse da parte degli operatori di mercato. A seguito della pubblicazione del suddetto avviso all’Albo pretorio comunale, nel termine assegnato dei successivi 20 giorni dalla pubblicazione, alla data del 02/08/2020, non sono pervenute osservazioni e/o istanze e/o atti ad opponendum, né domande di accesso agli atti a tal fine.

La Delibera di Giunta Comunale n. 148 del 17/09/2020 ha fornito “Indirizzi applicativi della normativa che prevede l’estensione di durata al 31/12/2033 delle concessioni demaniali marittime”, condividendo e facendo propria la procedura (rilascio di Licenze Suppletive ex art. 24 Reg. Cod. Nav., previa pubblicazione dell’avviso disciplinato dall’art. 18 Reg. Cod. Nav.) con cui l’Ufficio comunale preposto intende dare attuazione al disposto della menzionata normativa statale, contemperando le regole nazionali con i principi sovraordinati di trasparenza, ragionevolezza, proporzionalità, parità di trattamento, il tutto come innanzi esplicitato e chiarito.

Anche in attuazione di quanto previsto dalla citata delibera, il Dirigente del Settore Gestione del Territorio ed Attività Produttive ha adottato la Determinazione Dirigenziale n. 1056 del 01/10/2020, con la quale ha determinato, tra l’altro:

- di prendere atto dell’estensione del termine di scadenza fino al 31/12/2033 delle concessioni demaniali marittime, gestite dall’Ufficio Demanio di questo Comune ed esistenti al 01/01/2019, secondo quanto già previsto dalla citata legislazione nazionale (in particolare, la legge di Bilancio dello Stato il 30 dicembre 2019 n. 145, art. 1 comma 682 e ss., nonché l’art. 182, comma 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, nel testo risultante dopo la pubblicazione in G.U. della legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77 e l’art. 100, comma 1, del Decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104);

- di stabilire che il Comune di San Benedetto del Tronto, in esecuzione del dettato normativo nazionale e delle direttive regionali in premessa esposte, applica alle concessioni demaniali in essere, aventi i requisiti di legge, il termine di scadenza esteso al 31/12/2033;

- di adottare l’atto ricognitivo, come da schema allegato alla presente determinazione, per formalizzare l’estensione ex lege di cui sopra, precisando che il ricorso alla Licenza Suppletiva discende dalle direttive cogenti espresse dalla Regione Marche, Ente Delegante, con la circolare esplicativa prot. 250092 del 01/03/2019 e poi confermate e ribadite dalla stessa con nota acquisita al nostro prot. n. 32659 del 23 giugno 2020 u.s.;

- di chiarire che il fac-simile allegato di Licenza Suppletiva è ipotizzato per una concessione demaniale avente lo scopo di mantenere uno stabilimento balneare ad uso pubblico in cui sono presenti beni pertinenziali e che lo schema stesso andrà, pertanto, riadattato in base alla finalità e alle caratteristiche peculiari della Licenza la cui durata si va ad estendere;

- di predisporre, quale parte integrante e sostanziale della presente, l’allegato modello istanza/autocertificazione del possesso dei requisiti, che ciascun concessionario dovrà debitamente compilare, sottoscrivere e far pervenire in tempo utile all’Ufficio Demanio Marittimo, se del caso in aggiunta alla manifestazione di volontà e/o autocertificazione già eventualmente agli atti;

- di precisare, in proposito, che:

  • tenuto conto dell’urgenza di procedere con graduale speditezza e dell’elevato numero di concessioni, ferma restando la necessità di acquisire in maniera preliminare le dichiarazioni di cui al punto precedente, redatte da ogni concessionario ai sensi e per gli effetti degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, le  verifiche puntuali delle stesse potranno essere effettuate sia prima che dopo il rilascio della rispettiva Licenza Suppletiva, con tutte le conseguenze che ne derivano in caso di dichiarazioni mendaci, ivi compresa la decadenza dalla concessione ex art. 47 Cod. Nav.;
  • si pianifica di effettuare le verifiche delle suddette autocertificazioni con il sistema dell’estrazione a campione di 1 su 10, ad esempio utilizzando la specifica funzione ad hoc presente sul foglio di calcolo excel e redigendo verbale che attesti l’esito delle operazioni di estrazione;
  • gli accertamenti potranno essere effettuati anche qualora, con riferimento a una o più concessioni, emergano elementi oggettivi che ne rendano opportuna l’effettuazione;
  • resterà comunque salva la possibilità di compiere in ogni momento, a discrezione del medesimo Dirigente competente, tutte le verifiche concernenti il possesso dei requisiti, in particolare quelli soggettivi che, anche in base alla giurisprudenza, rendono il concessionario stesso idoneo a mantenere il rapporto fiduciario (c.d. intuitus personae) che deve sussistere tra la P.A. e il soggetto che ha in gestione o, ancor più, in concessione dei beni pubblici, finanche ulteriori rispetto ai requisiti oggetto di autocertificazione;

- di stabilire che, a seguito di positiva istruttoria, che comprenderà anche l’accertamento della corretta esecuzione dei pagamenti previsti dalle vigenti disposizioni in ambito demaniale e l’acquisizione del modello istanza/autocertificazione, l’Ufficio Demanio Marittimo procederà a:

  1. a)predisporre ciascuna Licenza Demaniale Suppletiva di estensione di durata, acquisendo, di volta in volta, le sottoscrizioni necessarie;
  2. b)riscontrare l’assolvimento, da parte di ogni concessionario, dell’onere di pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di registro da versare all’Agenzia delle Entrate;
  3. c)trasmettere all’Ufficio Contratti della scrivente amministrazione, secondo le scadenze e le tempistiche concordate con quest’ultimo, le Licenze Suppletive firmate, corredate dalla quietanza della suddetta imposta, ai fini della registrazione delle Licenze  stesse presso l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente;
  4. d)aggiornare la piattaforma SID rispetto agli atti di volta in volta sottoscritti, secondo quanto è stato e verrà indicato anche dai competenti uffici ministeriali preposti.

 

TANTO PREMESSO E CONSIDERATO, S’INVITANO TUTTI I TITOLARI DI CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME GESTITE DALL’UFFICIO DEMANIO MARITTIMO DI QUESTO COMUNE E RIENTRANTI NELLA NORMATIVA CITATA, CHE PREVEDE L’ESTENSIONE DI DURATA EX LEGE AL 31/12/2033, A PRESENTARE QUANTO PRIMA IL MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE/MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’, SOTTOSCRITTO DAL/I LEGALE/I RAPPRESENTANTE/I, CORREDATO DA VALIDO DOCUMENTO D’IDENTITA’ DEL DICHIARANTE.

Si precisa che:

- il modello, riportato nella sezione modulistica qui di seguito, va presentato anche da chi abbia gia’ manifestato la volonta’ di aderire all’estensione ex lege e/o abbia fornito altra modulistica inerente il possesso dei requisiti;

- in base alle direttive cogenti ricevute dalla Regione Marche (circolare esplicativa prot. 250092 del 01/03/2019 e nota acquisita al nostro prot. n. 32659 del 23 giugno 2020), sarà necessario procedere alla formalizzazione dell’estensione di durata mediante rilascio di  Licenza Suppletive  ex art. 24 Reg. Cod. Nav.; fermo restando quanto già stabilito con la citata Determinazione Dirigenziale n. 1056 del 01/10/2020, pertanto, saranno necessari i tempi tecnici per l’istruttoria, la redazione, la sottoscrizione e la registrazione di una Licenza Suppletiva per ciascuna concessione demaniale gestita dall’Ufficio Demanio Marittimo, che ammontano a oltre centoquaranta.

 

 

NEWS: Ad oggi non è possibile procedere al rilascio della Licenza Suppletiva di estensione di durata al 31/12/2033, ai sensi dell’art. 1 comma 682 della Legge n. 145 del 30/12/2018 e dell’art. 182, comma 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, nel testo risultante dopo la pubblicazione in G.U. della legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, poiché il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria, con le sentenze n. 17 e 18, depositate il 09/11/2021, ha stabilito dei principi che ostano alla conclusione con esito favorevole del procedimento in questione. D’altro canto, è stato precisato che “(…) le concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative già in essere continuano ad essere efficaci sino al 31/12/2023 (…)” e ciò “(…) senza che rilevi la presenza o meno di un atto dichiarativo dell’effetto legale di proroga adottato dalla P.A. (…)”.

 

Si riporta, in proposito, un estratto della sentenza del Consiglio di Stato in Documento in formato Adobe AcrobatAdunanza Plenaria n. 17 del 09/11/2021

 

Anche a seguito delle suddette sentenze, questo Comune ha, dapprima, approvato la delibera di Giunta Comunale n. 64 del 19/04/2022 (pubblicata su questo sito nella sezione “Atti amministrativi” e nella sezione “Amministrazione trasparente”), avente ad oggetto: NUOVI INDIRIZZI PER L’ESTENSIONE DI DURATA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME, ANCHE A SEGUITO DELLE SENTENZE N. 17 E 18 DEL CONSIGLIO DI STATO IN ADUNANZA PLENARIA, DEPOSITATE IL 09/11/2021

 

Anche in attuazione di quanto previsto dalla citata delibera, il Dirigente del Settore Gestione del Territorio ed Attività Produttive ha adottato la Determinazione Dirigenziale n. 561 DEL 16/05/2022, con la quale ha stabilito, tra l’altro:

- di non procedere, stante l’attuale quadro giuridico, all’estensione di durata fino al 31/12/2033 delle concessioni demaniali marittime, che era stata prevista dalla citata Determina Dirigenziale n. 1056 del 01/10/2020;

- di confermare la perdurante vigenza delle concessioni demaniali marittime in essere gestite dall’Ufficio Demanio di questo Comune, limitando, a titolo cautelativo e prudenziale, fino al 31/12/2023 , salvo successiva modifica, l’estensione del termine di scadenza delle concessioni stesse “(…) senza che rilevi la presenza o meno di un atto dichiarativo dell’effetto legale di proroga adottato dalla P.A. (…)”, secondo quanto disposto dalle sentenze n. 17 e 18 del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria, depositate il 09/11/2021;

- di stabilire che, in conseguenza del punto precedente, deve intendersi ridotta al 31/12/2023 anche la durata di tutti i titoli autorizzatori demaniali eventualmente collegati alle suddette concessioni demaniali marittime; in particolare, le autorizzazioni demaniali rilasciate ai sensi e per gli effetti dell’art. 45 bis Cod. Nav. per un periodo che va oltre il 31/12/2023, ad oggi, sono valide ed efficaci, al massimo, per un termine ridotto fino a tale data, fermo restando che tutte le attività stagionali possono essere esercitate solo per il periodo consentito ai sensi di legge e, comunque, non oltre la stagionale balneare 2023;

- d’invitare tutti i concessionari a stampare e tenere a disposizione presso la sede aziendale la presente determina dirigenziale, mostrando la stessa anche in caso di eventuali controlli;

- di precisare che la scrivente Amministrazione potrà comunque variare il termine di durata dei titoli autorizzatori demaniali, con successivo provvedimento, per l’esigenza di dare attuazione a normativa sopravvenuta ovvero per la necessità di espletare gli atti propedeutici all’avvio delle procedure di gara di cui alle citate sentenze del Consiglio di Stato in adunanza plenaria n. 17 e 18 depositate il 9 novembre 2021;

- di pubblicare la presente Determina sul sito istituzionale dell’Ente, anche nella sezione dedicata al demanio marittimo e di trasmetterla a tutti i titolari delle concessioni demaniali marittime in questione;

- di aggiornare la piattaforma SID indicando il 31/12/2023 come durata di tutte le concessioni, salva restando la possibilità di variare tale termine non appena sopravverranno chiarimenti o novelle normative;

di confermare quanto già previsto nella citata Determina Dirigenziale n. 1056 del 01/10/2020 in merito alle verifiche sul possesso dei requisiti da parte dei concessionari, sulla base delle autocertificazioni rese;

 

 

Modalità di presentazione

 

Le istanze relative all'utilizzo o semplice occupazione di aree demaniali marittime vanno inoltrate:

  • al Comune di San Benedetto del Tronto - Ufficio Demanio Marittimo, per le aree che non ricadano negli ambiti portuali (fermo restando le eccezioni appena viste) o in quelle dichiarate di interesse nazionale (come da specifica individuazione normativa), quando l'utilizzazione prevista abbia finalità diversa da quella di approvvigionamento di energia.
  • Alla Capitaneria di Porto, negli altri casi.

E' bene chiarire che, almeno allo stato attuale, i beni appartenenti al demanio marittimo restano ascrivibili al patrimonio dello Stato, il quale, infatti, incamera integralmente i canoni demaniali pagati da ogni concessionario.

Alle Regioni spettano i proventi dell'imposta regionale (pari al 10% del canone demaniale, ai sensi dell'art. 30, comma 2 della Legge Reg.le n° 19 del 27/12/2007), mentre ai Comuni competono solo i diritti di segreteria per il rilascio di titoli concessori o autorizzatori.

 

 

Costi e validità

 
 

Tempi di risposta

 
 

Note aggiuntive

 

L'ufficio del Demanio Marittimo si occupa principalmente di:

Rilascio di autorizzazioni per l'installazione di attrezzature ludiche a carattere stagionale 

Rilascio autorizzazioni demaniali per l'esecuzione di lavori in deroga 

Rilascio autorizzazioni demaniali per l'esecuzione di lavori in deroga 

Rilascio autorizzazione per transito mezzi sull'arenile per l'esecuzione di lavori preventivamente autorizzati

 

Normativa di riferimento

 

Normativa nazionale:

Legge 15 dicembre 2011 , n. 217 (Legge Comunitaria 2010)

Legge n. 494/1993 e ss.mm.ii

Codice della navigazione

Regolamento di attuazione del codice della navigazione;
Artt. 822 e ss. del codice civile 

D.Lgs. 8 novembre 1990, n. 374 (autorizzazione dell'Agenzia delle Dogane);
D.P.R. n. 616/1977;
D.Lgs. n. 112/1998;
Legge n. 88/2001;
Legge n. 25/2010 (di conversione del c.d. decreto milleproroghe).


Normativa regionale:

Art. 31 della Legge Regionale delle Marche n. 10/1999 ;
Legge Regionale delle Marche 11 febbraio 2010, n. 7;
Piano Regionale di gestione integrata delle aree costiere della Regione Marche, approvato con deliberazione n. 169 del 02/02/2005 e ss.mm.ii.;
Delibera della Giunta Regionale delle Marche n. 2167/2000 .


Normativa comunale

Piano Regolatore di Spiaggia (19478 KB), approvato con Deliberazione Consiliare n° 17 del 22/03/2010;
Regolamento concernente le norme sull'utilizzazione del litorale marittimo del comune per finalità turistiche e ricreative


Ordinanze principali della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto relative al demanio marittimo:


Ordinanza sulla nautica da diporto 

 

Circolari dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competente

Documento in formato Adobe Acrobatcirc.ag.dogane2018

 

 

Ulteriori informazioni

 
 

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