Le FòchereL’usanza di accendere grandi falò la notte tra il 9 e 10 dicembre di ogni anno è tra le tradizioni più care ai sambenedettesi. Secondo la leggenda, a seguito dell’invasione mussulmana della Palestina, la casa della S. Famiglia di Nazareth venne trasportata dagli angeli in volo prima a Tersatto, presso Fiume, poi nel 1294 nell’opposta sponda dell’Adriatico, nell’entroterra marchigiano. Qui, a partire dal XV secolo, venne edificata la fastosa costruzione della Basilica di Loreto. Nel sorvolo della Santa Casa, ad illuminare la via degli angeli, molti abitanti delle Marche accesero dei grandi fuochi. Da allora è rimasta la tradizione di accendere grossi falò proprio in onore della Madonna. E’ quindi un’antica usanza condivisa da molti paesi delle Marche e della costa adriatica. A San Benedetto un tempo si innalzavano fòchere in tutte le principali vie del paese e tutti contribuivano ai preparativi: raccolta di legna, di fascine, ma anche di legname derivante da mobilio dismesso. Anche la collina circostante si illuminava a giorno con le fòchere accese dai contadini nelle aie o nei campi. Attorno alle fòchere è da sempre usanza consumare frittelle, fava ‘ngréccia (fava abbrustolita) e vino, mentre tutti intonano canti, preghiere e stornelli. Parzialmente cadute in disuso nel dopoguerra, le fòchere vennero energicamente rilanciate negli anni settanta dal Circolo dei Sambenedettesi che istituì parallelamente un concorso a premi per gli studenti delle scuole.
La fòchera |
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