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Gli equipaggiA bordo la vita dei pescatori era estremamente dura e solo una attenta ripartizione dei compiti riusciva a renderla sopportabile. Una lancetta di media grandezza poteva essere governata da quattro o cinque marinai; gli angusti spazi di una paranza invece dovevano contenere, permettendo il disfacimento di tutte le esigenze quotidiane, un equipaggio invernale di un minimo di dieci marinai ed estivo di otto o nove. La differenza stagionale era dovuta all'uso solo estivo del battello portapesce sul quale doveva essere imbarcato sempre un marinaio della paranza; d'inverno il battello veniva disarmato e a svolgere la sua funzione erano le sciabiche che invece di raggiungere al largo le paranze attendevano che si avvicinassero alla costa. Caratterizzavano l'equipaggio una ferrea gerarchia di ruoli: capopesca era il parò con il quale collaborava il sottoparò della paranza gemella; suoi sottoposti erano i vari marinai a cui spettava il compito di occuparsi della pesca e di alcune operazioni della navigazione; tra di loro il giovanotto, il marinaio più giovane, pagava lo scotto della sua baldanza sobbarcandosi una seria di compiti onerosi quale l'ormeggio a terra in pieno inverno, i servizi ai più anziani, i turni di più lunga durata . Il morè, mozzo tra i 7 e i 15 anni, era al livello più basso di questa gerarchia e il suo compito precipuo era quello di apprendere l'arte del navigare: lo faceva svolgendo i lavori più umili, quali quello di preparare e pulire il focò (il fuoco), sciacquare il ponte, togliere l'acqua dalla stiva. A riprova di questa, netta distinzione di ruoli basterebbe citare il caso della divisione del pane, elemento fondamentale nell'alimentazione di bordo insieme al pesce arrostito e in brodetto - non elaborato come quello gastronomicamente famoso - e alla bevanda di base, la masa misto di acqua e aceto. Per una paranza venivano generalmente preparati trecento biscotti di pane, le vicciaiate, particolarmente secchi e a forma di ciambella: ogni marinaio ne aveva sei al giorno. Il moré, invece, doveva all'inizio portarselo da casa (una pagnotta e mezzo) e a mano che cresceva poteva usufruire, sulla base del lavoro svolto, di una quantità sempre maggiore di vicciaiate. I conti - i rolle - per la spartizione del ricavo, fatta salva la parte armatoriale, si facevano per le lancette ogni mese ed ogni tre mesi per le paranze (Pasqua - prima domenica di luglio - prima domenica di ottobre - Natale). Anche in questo caso la divisione avveniva sulla base delle mansioni e al parò e sottoparò toccavano una parte e mezza ed una parte ed un quarto, ai marinai una parte (il giovanotto riceveva pure una regalia), al moré da un quarto a tre quarti della parte. Partecipava alla ripartizione degli utili con metà della parte anche lu sbarzucche, il bracciante di mare, che si occupava di scaricare il pesce e di prepararlo per il mercato. In questa fase egli poteva avere dei sottoposti, zautte, che collaboravano con lui quando le quantità di pescato erano particolarmente consistenti.
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